Il progetto

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Written by Arci Mantova
Tuesday, 12 January 2010 07:52

Premessa

L’Italia rappresenta uno dei Paesi Europei che meno investe risorse pubbliche sulle Politiche Giovanili, al tempo stesso le difficoltà di bilancio dei Comuni impediscono o rendono assai difficile per gli stessi disporre di risorse adeguate alla promozione giovanile nei propri territori. Tale condizione rappresenta tutta la difficoltà ed il ritardo, che interessa l’ ntero sistema Paese ed in parte il quadro legislativo, nel promuovere politiche attive per le nuove generazioni in grado di rappresentarne i desideri, le competenze, i talenti promuovendo altresì l’ Associazionismo giovanile quale strumento per l’ auto-organizzazione dei giovani, lo scambio esperienziale, la capacità progettuale.

In questi anni al contempo l’ esperienza dei Piani di Zona, istituiti dalla L. 328/2000, ha mostrato le potenzialità della co-progettazione quale unica via per cogliere, rappresentare e rispondere ad una domanda sociale sempre più diversificata che non si esaurisce “solo” nel “classico” bisogno di assistenza, ma che richiama con forza la necessità di coprogettare una nuova coesione sociale, tra generazioni, tra culture, diverse condizioni sociali .

I Comuni del distretto di Mantova consapevoli di tale necessità hanno inteso, nel 2006, dare vita al Consorzio Progetto Solidarietà, andando quindi oltre il semplice coordinamento dei Piani di Zona ma definendo così un vero e proprio patto unitario per la costruzione di un welfare plurale e moderno, condividendo nel lavoro comune, prospettive, strumenti, intelligenze, politiche e promuovendo un sistema di “alleanze sociali” utile non solo al coinvolgimento del terzo settore in qualità di erogatore di servizi o promotore di “risposte” a dei bisogni, ma altresì quali soggetti sociali portatori di autonoma soggettività sociale e politica.

Oggi, grazie a questo coraggioso processo il Consorzio Progetto Solidarietà, guardando alla necessità di occuparsi e non solo preoccuparsi delle giovani generazioni intende con il presente progetto “Loyal Creative Networks” co-progettare insieme ad Arci Provinciale di Mantova, l’ Associazione I Care e numerose Parrocchie della cosiddetta Grande Mantova, una nuova rete di azioni, progetti e servizi per l’ accesso alla cultura e la promozione delle espressività dei giovani, favorendo in tal modo la costituzione e la nascita in seno al Piano di Zona stesso del tavolo giovani con la rete delle Associazioni giovanili interessate nel progetto.

Se, come abbiamo precedente esplicitato il concetto di rete è stato fondamentale per la definizione di politiche di welfare, altresì diviene la strategia indispensabile per rappresentare e sostenere una generazione caratterizzata, nei proprio processi di produzione e consumo culturale, da una forte spinta alla mobilità.

Per le nuove generazioni mobilità, interazione, accesso e conoscenza delle reti (internet ecc) divengono gli strumenti dell’ apprendere, del consolidamento del proprio desiderio di progettare, di costruzione della propria identità non più di semplice consumatore di eventi o servizi ma al contrario co-produttore di linguaggi espressivi attraverso i quali interpretano la propria condizione nel proprio tempo. Semplicemente analizzando il consenso e la vitalità delle nuove piazze virtuali ci accorgiamo come il classico confine tra “mercato e consumatore” e quindi tra produttore e consumatore riferendoci alle nuove generazioni, sia oggi molto più sottile del passato.

Oggi i giovani auto promuovono e producono i propri prodotti musicali, grazie all’ uso di nuove tecnologie,  gli stessi giovani orientano i consumi culturali, grazie ai blog nei quali si confrontano su libri, cinema, viaggi; oggi manifestano la propria critica ad una condizione di precariato non solo lavorativo ma quale condizione sociale, attraverso la produzione di spettacoli teatrali, cortometraggi, brani musicali.

L’aggregazione giovanile, lo strumento dell’ auto organizzazione e promozione dei giovani

Il quadro sopra richiamato se è vero che rappresenta un costante dinamismo e propensione alla creatività da parte delle giovani generazioni, al contempo richiama la necessità di definire gli strumenti  e le politiche pubbliche di promozione con i quali gli stessi giovani definiscono il proprio apporto e rapporto  con le proprie comunità.

L’assenza a tutti i livelli di una politica per gli spazi ad uso dell’ associazionismo giovanile non ha favorito l’ emergere e la rappresentanza di questa generazione che, oggi più che mai, ha bisogno di auto rappresentarsi, non più in chiave ideologica o rivendicativa ma al contrario al fine di COMUNICARE e rappresentare la propria condizione di cittadini partecipi e non solo di consumatori.

Tale processo, fortemente legato al desiderio di rappresentare i propri desideri e talenti attraversa oggi trasversalmente giovani di diversa provenienza culturale, geografica e condizione sociale.

Se analizziamo l’ esperienza dei Circoli Giovanili, anche attraverso interviste effettuate a giovani volontari e fondatori di circoli giovanili (virgolettate) rileviamo quanto segue:

  • la nascita e le caratteristiche dei circoli giovanili sono fortemente legate alle biografie dei giovani soci fondatori che, infatti, realizzano attraverso il circolo il sogno di un progetto sociale maturato in condivisione con un gruppo di amici e su esplorazione diretta di esperienza di altre città
  • sono soggetti costituiti da più parti che tendono all’ unità (….lavoratore, appassionato di musica…attento alla cittadinanza
  • sono costruiti da giovani per giovani, da persone in relazione ad altre persone. Molto importante è il contributo attribuito alle persone con le quali si condividono progetti circoscritti all’ area privata o quella pubblica, spesso comunicanti  (“…sono fatto di affetti, lavoro, interessi culturali, ...”)
  • Esprimono particolare motivazione a produrre cambiamenti e rappresentano giovani attivi con percorsi formativi spesso non lineari (“ ho studiato ragioneria, poi ho lavorato come promoter in banca e successivamente per una casa di prodotti alimentari….prima come tecnico elettronico e poi ho messo su una mia attività…mi sono occupato di teatro, poi di educazione culturale nelle scuole…ho fatto di tutto: dalla progettazione di pagine web, al barman fino al Dj...”)
  • Sebbene si facciano promotori di valori di cambiamento lamentano e dichiarano assenza di rappresentazione e manifestano assenza di politicizzazione o di riferimenti ideologici (“ ….la politica non mi è mai interessata, piuttosto la cronaca..la politica italiana non mi rappresenta, preferisco aver la mente libera da ideologie…le ideologie isolono…i partiti limitano la persona, la libera espressione…posso fare solidarietà e politica senza partiti…ho sempre seguito l’ arci perché mi interessa l’ aggregazione spontanea non coatta…”)
  • Molto importante il fattore auto-organizzazione o attitudine imprenditoriale, esprimono una particolare capacità per l’ ottimizzazione delle risorse personali e collettive, mostrando di saper disporre di una fitta rete di relazioni
  • I giovani che vi partecipano frequentano ambienti diversi (“… credo nella solidarietà..nella cooperazione…nella cultura giovanile…nella valorizzazione della persona..al di la delle etichette”) e ancora (“…partecipo ad incontri con amici in progetti della mia parrocchia…stiamo sperimentando una discoteca analcolica per ragazzi…il nostro circolo arci si occuperà di formare i ragazzini per l’ organizzazione delle serate…ci troviamo bene .. la voglia di fare è la stessa …solo non sanno come si organizza e ci si promuove..”.
  • Promuovono partecipazione, oltre che incontro e sperimentazione culturale, senza vincoli espressivi. (“…il concetto è creare uno spazio partecipato..con la valorizzazione delle differenze..un cattivo gruppo lavora sulle attività, un buon gruppo non fa dipendere il circolo dalle attività, ma dalla sinergia tra soci e gruppo fondatore…abbiamo aderito all’ Arci  perché ci hanno ascoltato e sostenuto le nostre idee, l’ arci fa un sacco di cose e quasi ogni giorno conosciamo un’ esperienza innovativa di un altro circolo..così ci si sente, ci si visita e nasce un nuovo progetto ..come quello che stiamo facendo sulla rete dei giovani artisti dell’ area mediterranea..è anche un modo per confrontarci con culture diverse ma sempre chi vuole cambiare…” )

Questa rapida lettura di cos’è e come si forma un’ associazione giovanile ci mostra come il processo di aggregazione giovanile, a differenza di ieri è de-politicizzato e dipende strettamente dalla soddisfazione e crescita di percorsi individuali che fanno leva sul desiderio del singolo di conoscere, sperimentare, comunicare.

L’ azione associativa si pone quindi quale strumento per sostenere e facilitare la “messa in opera” dei desideri di auto promozione del giovane, dando vita ad un progetto collettivo che non snatura i singoli ma al contrario ne trae forza ogni qual volta la rete si amplia e accoglie altre esperienze. Così i promotori di associazioni giovanili divengono veri e propri snodi di una rete di partecipazione giovanile che trae vitalità non solo nella co-produzione e promozione di attività culturali (il concerto, lo spettacolo teatrale ecc) ma altresì in una nuova e moderna mutualità dei saperi che costantemente si alimentano e accrescono nello scambio di esperienze, nella narrazione di progetti, nella ricerca di senso di ciascun ragazzo e ciascuna ragazza.

Serve allora un nuovo approccio, un nuovo atteggiamento verso la cultura, una nuova responsabilità del pubblico e degli “operatori culturali” ed attori sociali verso la cultura e l iniziativa culturale. Cultura come conoscenza e quindi come bene pubblico, accesso alla cultura e alla conoscenza come parte costitutiva della cittadinanza, come diritto da promuovere e tutelare, come investimento in prevenzione e benessere, in qualità della vita delle persone e della comunità.

La strategia

Nel progetto che presentiamo intendiamo spostare l’attenzione sulla cultura e conoscenza rapportata alle giovani generazioni, come elementi formativi della persona, costitutivi della sua stessa identità, elementi fondanti del suo stesso sviluppo e della sua avventura umana.

Le azioni previste hanno quale comune denominatore la necessità di promuovere capacità culturali di lettura della realtà, di relazioni con l’altro, di sviluppare pensiero critico, di riconoscimento e confronto con le diversità, di accesso al sapere, di partecipazione alla vita sociale e culturale.

In tal senso i territori, le comunità locali, sono luoghi privilegiati della promozione della cultura come elemento formativo della persona e su come la pratica culturale delle giovani generazioni sostiene la riqualificazione dei territori, incentiva la piena fruibilità dello “spazio pubblico” arricchendo e ampliando al contempo lo “spazio sociale” nel quale si formano e ri-formano legami umani e comunitari, nuova cittadinanza.

Protagonismo giovanile e cultura quindi come prevenzione al disagio giovanile, come antidoto alla chiusura identitaria dentro le proprie comunità, all’atomizzazione del sociale conseguente ai grandi processi di trasformazione, alla in-comunicabilità tra generazioni.

Last Updated ( Monday, 25 January 2010 16:56 )

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